
Assenzio Romano

L’assenzio romano è una delle botaniche più antiche e simboliche della tradizione liquoristica europea. La sua presenza è immediatamente riconoscibile: intensa, decisa, senza compromessi. È una pianta che non ammette mezze misure e che, proprio per questo, va utilizzata con grande attenzione e rispetto.
Dal punto di vista botanico, l’assenzio romano (Artemisia absinthium) appartiene alla famiglia delle Asteraceae. In distilleria si utilizzano le foglie e le sommità fiorite, caratterizzate da un profilo marcatamente amaro, erbaceo e penetrante, con note secche, balsamiche e leggermente resinose. È una botanica che struttura il sorso, lo tende e lo rende più profondo.
Le parti aromatiche dell’assenzio contengono oli essenziali e composti amari, tradizionalmente associati a un’azione digestiva e stimolante dell’appetito. Nella medicina popolare è stato utilizzato per favorire la digestione e sostenere la funzionalità gastrica, sempre con dosaggi contenuti, vista la sua potenza aromatica.
In cucina e nella liquoristica storica, l’assenzio è stato impiegato soprattutto nella produzione di amari e vermouth, dove il suo ruolo è quello di definire l’asse amaro e dare autorevolezza alla struttura. Non è una botanica che cerca l’armonia: è quella che crea la tensione necessaria affinché tutto il resto possa trovare equilibrio.
In distilleria, l’assenzio romano è una presenza fondamentale in Amaro Ardelio, Bitter Furium, Vermut Rubrum. In questi prodotti contribuisce a delineare il carattere amaro, a dare profondità e a rendere il profilo finale più adulto e consapevole. È una firma netta, riconoscibile, che non passa inosservata.


