Primi d'Italia

dal 24 al 27 settembre a Foligno

I Primi d'Italia 2026

Dal 24 al 27 settembre Foligno diventa quello che è ormai da ventotto edizioni: la capitale italiana del primo piatto. Quattro giorni in cui il centro storico si riempie di degustazioni, lezioni di cucina, cuochi al lavoro davanti al pubblico e cortili che si trasformano in villaggi del gusto. È l'unico festival nazionale dedicato interamente al primo: pasta, riso, zuppe, gnocchi e da quando è nato, nel 2000, è cresciuto fino a portare in città decine di migliaia di persone.

Noi ci saremo. Con uno stand a Palazzo Trinci, nel cuore della manifestazione, a pochi passi dalla piazza.

Quando

Il festival dura quattro giorni e il nostro stand segue gli orari della manifestazione:

Giovedì 24 settembre: dalle 16:00 alle 23:00

Venerdì 25 settembre: dalle 10:00 alle 23:00

Sabato 26 settembre: dalle 10:00 alle 23:00

Domenica 27 settembre: dalle 10:00 alle 23:00

L'ingresso alla manifestazione è libero.

Dove

Palazzo Trinci, Foligno. Il palazzo affaccia su piazza della Repubblica, accanto al Duomo: è uno degli edifici più belli del centro e durante il festival diventa uno dei punti di riferimento del percorso. Chi arriva in treno lo raggiunge a piedi in dieci minuti dalla stazione; chi arriva in auto trova i parcheggi fuori dalle mura, perché il centro in quei giorni è chiuso al traffico.

Cosa portiamo

Tutta la gamma, senza eccezioni. Sei bottiglie, tutte in assaggio e tutte acquistabili sul posto.

Gin Callidus — London Dry a 42 gradi, distillato nel nostro alambicco in rame da 200 litri. Il ginepro cresce in Umbria, ed è l'unica botanica della gamma che possiamo dire davvero di qui; accanto lavorano arancio amaro e dolce, angelica, iris, coriandolo e radice di liquirizia. Finale lungo e pulito.

Elisir Nothus — il nostro spirito meticcio, 45 gradi, a metà strada tra assenzio e anice secco. Anice volgare in apertura, anice stellato e finocchio dolce a smussare, assenzio romano per la tensione amaricante, liquirizia in chiusura. Allungato con acqua gassata diventa opalescente: è l'anice che si separa.

Vermut Rubrum — 18 gradi, parte da vino Grechetto. Cannella, noce moscata e pepe garofanato in evidenza, mirra e sandalo sul fondo. Si beve liscio e freddo, ma è anche la spina dorsale di metà dei cocktail classici.

Bitter Furium — 25 gradi. China e assenzio per l'amaro, calamo e dragoncello per la parte erbacea, karkadè e rosa canina ad arrotondare, cinque giorni di macerazione a freddo e un passaggio in rovere.

Aperitivo Audere — 15 gradi, arancio dolce e vaniglia, con un tenore zuccherino più basso rispetto agli aperitivi a cui si è abituati. Meno dolce, più bevibile.

Amaro Ardelio — 30 gradi, bucolico umbro. È quello che chiudiamo volentieri dopo un piatto di strangozzi, e nei quattro giorni di festival probabilmente sarà anche il più richiesto.

Assaggiare e portarsi a casa

Allo stand si può provare tutto. Non è una degustazione a orari fissi: passate quando volete, chiedete quello che vi incuriosisce, e chi sta dietro al banco vi racconta cosa c'è dentro. Se qualcosa vi convince, le bottiglie sono lì e si acquistano sul momento, senza dover ordinare, aspettare una spedizione o cercarci altrove.

Se invece volete solo capire la differenza tra un vermut e un bitter, o sapere perché un elisir diventa bianco quando ci si aggiunge l'acqua, va benissimo lo stesso. Si fa prima a farvelo vedere che a spiegarlo!

Ci vediamo a Foligno.