
Alloro

L’alloro è una presenza antica del paesaggio mediterraneo: una pianta sempreverde che vive di continuità, luce e resistenza. Cresce in climi miti e terreni soleggiati, e mantiene le sue foglie tutto l’anno, come se custodisse una promessa di stabilità. È una botanica che non cerca il primo piano: lavora in silenzio, ma lascia traccia.
Dal punto di vista botanico, l’alloro (Laurus nobilis) appartiene alla famiglia delle Lauraceae. La parte utilizzata sono le foglie, ricche di aromaticità e carattere. Il profilo è caldo, balsamico e leggermente speziato, con note verdi, resinose e una sensazione asciutta e ordinata. In bocca l’alloro accompagna, lega e arrotonda, senza invadere.
Le foglie contengono oli essenziali (tra cui cineolo, eugenolo e linalolo), responsabili del loro timbro aromatico. Nella tradizione erboristica l’alloro è stato impiegato come supporto digestivo e carminativo, spesso associato a una sensazione di benessere dopo i pasti. In ambito popolare è stato anche utilizzato per il suo lato balsamico, in infusi o preparazioni aromatiche, sempre con un approccio moderato e consapevole.
In cucina l’alloro è un classico intramontabile: entra in legumi, stufati, carni e cotture lente, perché sa dare profondità senza “alzare la voce”. Il suo contributo è quello di definire lo sfondo: rende i sapori più compatti, più leggibili, più completi.
In distilleria, l’alloro è una botanica di equilibrio: in Amaro Ardelio sostiene la componente erbacea e balsamica, aiutando a legare le note amare e quelle più aromatiche in un profilo coerente e persistente. È una foglia che non domina: armonizza.


